A proposito di raccolta differenziata…

Giovedì 9 febbraio l’Assessore all’Ambiente dott. Laurora illustra alla popolazione le novità relative alla raccolta differenziata a Spilimbergo (peraltro già anticipati con un opuscolo inviato a domicilio) e i datirelativi alla raccolta nell’anno appena concluso.

Stimolato dall’argomento ho cercato i dati disponibili al pubblico sul sito della Provincia – che voglio pubblicamente elogiare per la completezza e l’accessibilità – che coprono l’ultimo decennio e sono aggiornati al 2010. L’analisi che vado ad esporre sarà quindi basata su dati non freschissimi, ma analizzando il trend si propone comunque un risultato interessante e da tenere in considerazione.

Cominciamo dal dato più importante, e anche più “sponsorizzato”: la raccolta differenziata nel 2010 ha raggiunto il 75,69%, superando per la prima volta la media provinciale (72,53%). L’andamento storico si può apprezzare nel grafico di seguito.

Il dato non tiene conto di due elementi che emergono solo dopo il conferimento del rifiuto; gli scarti, cioè la frazione del multimateriale che non viene accettata come tale ma viene dirottata nell’indifferenziato, che quindi peggiora la performance; gli ingombranti, che vengono conferiti come indifferenziati ma successivamente separati, migliorando così la differenziazione. Al netto di queste correzioni, Spilimbergo scende al 67,87% (sotto la media provinciale corretta di 69,65%).Il risultato, tutto sommato ancora positivo, dimostra quale sia la prima direzione da seguire per migliorare l’efficienza della raccolta differenziata: nel 2010, infatti, quasi 500 tonnellate di 498,093 ton che si sono aggiunte alle 1549,607 ton di indifferenziato – un aumento del 32%. Fatti due conti, ogni mese ognuno dei 12220 residenti nel Comune sbaglia a differenziare 3,4 kg di rifiuti.

L’altro dato interessante riguarda la produzione di rifiuti urbani, che riporto nel secondo grafico.

Il trend è in discesa, ma ancora al di sopra della media provinciale: 1,429 kg/ab giornalieri contro 1,184, un surplus del 20,69%. Ecco dunque la seconda direzione in cui agire, probabilmente anche la più importante. La differenziazione del rifiuto, infatti, è solo il primo passo, ma spesso le strutture per procedere al riciclaggio e al riutilizzo non sono disponibili, perciò il rifiuto viene semplicemente stoccato e in seguito inviato verso siti idonei al trattamento. Talvolta “banalmente” incenerito o termovalorizzato, come si preferisce.

Tutte queste soluzioni sono valide a ridurre in parte l’impatto dei rifiuti urbani sull’ambiente, ma rappresentano un palliativo a fronte dell’unica soluzione radicale: ridurre la produzione. Su questo fronte primariamente si devono concentrare gli sforzi dell’amministrazione, così come dei cittadini (i diretti produttori!).
Partendo da questa conclusione, alcune più recenti iniziative del Comune come il composter domestico e la prossima realizzazione della “fontana leggera” vanno viste come misure atte a ridurre il rifiuto conferito; questo dev’essere il principale obiettivo, senza certamente trascurare il ritorno economico più immediato – meno spesa per acqua minerale e riduzione del tributo sui rifiuti.

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