Comunità di Montagna, perché due è meglio

Entro il 15 settembre i 27 Comuni inseriti nella Comunità di montagna “Destra Tagliamento e Dolomiti Friulane” dovranno decidere se creare due Comunità distinte anziché restare uniti. La maggioranza assoluta dei Consigli Comunali dovrà esprimersi in tal senso, secondo il più recente emendamento alla Legge 21/2019 voluta dall’assessore Roberti. Perché è opportuno cogliere l’opportunità e sdoppiare i nuovi Enti?

Premessa importante: la riforma degli Enti Locali si basa – e si distingue dalle UTI – su un’ampia libertà di scelta per i Comuni. Lo stesso succedersi di emendamenti volti a favorire lo sdoppiamento della Comunità Dolomiti Friulane e Destra Tagliamento testimonia l’orientamento del legislatore a favorire le esigenze dei territori e non a operare di imperio.
Per le Comunità di Montagna intervengono alcuni obblighi legati proprio al contesto territoriale, in sostanza ereditando quanto in precedenza gestito dalle Comunità Montane e poi dalle corrispondenti UTI:

  • la costituzione stessa delle Comunità di Montagna;
  • l’esercizio associato delle funzioni di tutela del territorio montano e di promozione dello sviluppo sociale, economico e culturale delle popolazioni dei territori montani;
  • l’esercizio di funzioni conferite dalla Regione: la concessione di contributi ai piccoli esercizi commerciali per il disagio localizzato e le funzioni in materia di autorizzazione alla raccolta dei funghi.

Terminati gli obblighi, “i Comuni possono esercitare in forma associata tramite la rispettiva Comunità di montagna funzioni e servizi comunali” (art. 19, c.2). Sul sito della Regione una sezione dedicata illustra molto chiaramente i meccanismi della Legge 21.

Spostando ora l’attenzione sul nostro territorio, l’ipotesi più realistica è di dividere le Dolomiti Friulane dalla Destra Tagliamento come in figura. La parte occidentale, che include il Cansiglio e la Valcellina, orbita attorno ad Aviano e Montereale ed è un territorio più marcatamente montano rispetto alla parte orientale, con Val Cosa, Val d’Arzino e Val Tramontina e i loro riferimenti storici in Spilimbergo e Maniago.

La popolazione

La Comunità unica attualmente prevista sarebbe di gran lunga la più grossa della Regione, con una popolazione quasi doppia rispetto alla Carnia. Non tragga in inganno il numero di Comuni in cui risulta quasi polverizzata la montagna carnica, un paragone in questi termini è decisamente fuorviante. Le due Comunità della Destra Tagliamento e delle Dolomiti Friulane presentano numeri più omogenei e i nuovi Enti avranno organizzazioni simili e paragonabili, anziché sviluppare modelli diversi in funzione di maggiori dimensioni. Più uguaglianza tra i territori.

abitantiComuni
Canal del Ferro e Val Canale100008
Carnia3650028
Gemonese209007
Natisone e Torre2700015
Destra Tagliamento e Dolomiti Friulane6920027
Destra Tagliamento4100018
Dolomiti Friulane2820010

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2 thoughts on Comunità di Montagna, perché due è meglio

  1. A suo tempo ci si è stracciati le vesti per eliminare le Comunità Montane considerate la causa di tutti i “mali” della montagna.
    Ora, di fatto, non si fa altro che riproporre la IV^ e la V^ Comunità Montana.
    L’articolo non evidenzia quali sono stati i punti di forza e di debolezza dell’attuale UTI.

    • Una verifica dell’esperienza UTI potrebbe essere oggetto di un prossimo approfondimento, chiaramente sentendo chi ne ha avuto esperienza diretta (non spilimberghesi quindi)
      La forma e il nome del nuovo ente richiama la Comunità Montana… ma ci sono anche altre analogie? E quanto è cambiato il contesto degli Enti Locali da allora?
      Grazie per i due spunti, cui vedrò di fare seguito a breve

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