Primarie, Minetti e Berlusconi… a quando le cose serie?

Sono giorni di forte dibattito su temi politici di primaria importanza; lo dico non senza una certa ironia, che già dal titolo si può intuire… L’ennesima discesa in campo del Cavaliere, simbolo di un sistema politico sul viale del tramonto da tutti i punti di vista (anche il centrosinistra, senza il nemico storico, ha perso molti argomenti) è come salire in soffitta a guardare le foto di famiglia: simpatia, emozioni… ma la qualità è sbiadita, la polvere infastidisce un po’… Sposo l’opinione di Alemanno, intervistato da Libero il 17 luglio

Altro tema fondamentale, le dimissioni di Nicole Minetti! Premesso che la sua posizione non è mai stata limpida, personalmente sono con lei: se non la ritengono adatta ci potevano pensare prima! Ma adesso torna utile buttarla via in malo modo…

Tutto questo polverone, come sempre, alimenta il dubbio che si voglia distogliere l’attenzione da altri temi, in maniera più o meno evidente. L’annuncio di Alfano che di fatto smentisce le primarie PdL due settimane dopo averle egli stesso proclamate è molto preoccupante, perché con tutti i limiti del sistema italiano le primarie restano pur sempre un importante strumento democratico per consentire a noi plebei di dare almeno un’indicazione della persona che ci bastonerà amabilmente per la successiva legislatura.

Basta parlare di persone: quelle le sceglieremo quando sarà chiaro un programma. Ma questo si fa con le idee: quindi è ora di parlare di idee e fatti concreti.

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