Come riportare il treno a Spilimbergo…

La Casarsa-Pinzano ha un futuro come ciclovia, mentre un gruppo di anonimi cittadini vorrebbe riportare il treno. Secondo me, sarebbero sufficienti un paio di carrozze…

Per 30 anni abbiamo atteso che qualcosa si muovesse per il recupero della ferrovia Casarsa-Pinzano. Quando finalmente, grazie all’intervento della Regione, il progetto per trasformarla in ciclovia inizia a muovere i primi passi, ecco che un comitato di cittadini (rigorosamente anonimi) segnala l’importanza storica della tratta e propone di riattivarla al traffico ferroviario.

Continue reading

Nuovo Ospedale Pordenone, soluzioni a confronto

Ospedale, Ciriani: tavolo di esperti per comparare soluzione Comina e via Montereale

Il presidente della Provincia di Pordenone: “Abbiamo constatato che la Serracchiani non ha nulla in mano per la ristrutturazione di via Montereale, né un progetto né uno straccio di piano finanziario”.

Il momento di cambiare

Il centrodestra deve rinascere e proporsi come forza di governo maggioritaria. Finora è riuscito – il PdL – a mantenere la promessa elettorale dell’abolizione dell’IMU (ma è da verificare se all’impegno politico seguiranno i fatti concreti) ma si tratta di una vittoria di Pirro. La copertura finanziaria, senza una manovra strutturale, risulta come sempre difficoltosa e va ad incidere su altri settori, ma finisce come sempre nelle nostre tasche: il nuovo aumento dell’IVA sarà inevitabile e capiterà proprio nel momento in cui la crisi nell’area Euro sembra chiudersi. Così, invece di agganciare la prima timida ripresa, daremo una nuova mazzata ai consumi, come già accaduto passando dal 20% al 21% (gettito IVA ridotto in termini assoluti: autogol!)
Tutti questi argomenti, la cui fondamentale importanza è evidente a chiunque, vengono invece in secondo piano per il ricatto politico giocato attorno alla figura di Silvio Berlusconi, che dovrebbe decadere da senatore in virtù della sua condanna definitiva. Muoia Sansone con tutti i Filistei! E intanto il rinnovamento del partito si rimanda ancora: quando mi sono avvicinato al PdL (fine 2011) era proprio perché sembrava che potesse iniziare a cambiare qualcosa; la farsa delle primarie e il tiramolla sulla candidatura di Berlusconi hanno confermato l’incapacità (ma forse è meglio dire la non volontà) della classe dirigente romana. Ci avviamo a chiudere il 2013 e la situazione è sempre la stessa, ma con ancora meno spiragli: quanto durerà ancora il regno di Berlusconi? Davvero non ci sono alternative credibili, tanto che si è fatto il nome di Marina Berlusconi come se fosse un partito feudale ereditario? Eppure questo governo e questa situazione, in cui non si può tornare a elezioni a breve (suicidio collettivo) e le cose da fare sono praticamente già definite dal fiscal compact e dalla necessità di restare in scia all’Europa, questa situazione sarebbe l’occasione ideale per fare un respiro profondo e riorganizzarsi seriamente, con un nuovo progetto politico moderno.
Il prossimo fine settimana (13-14-15 settembre) la Festa Nazionale di Scelta Civica potrebbe andare in questa direzione, tanto più che nei giorni scorsi lo stesso Mario Monti si è sbilanciato individuando nel centrodestra il proprio orizzonte naturale, un centrodestra in cui Scelta Civica si identificherebbe qualora la prospettiva fosse un movimento liberale moderno ed europeista, pienamente in linea con ciò che rappresenta il Partito Popolare Europeo.
A conclusione di questo pensiero, non voglio affermare che Monti sia il futuro del centrodestra italiano, così come non può esserlo Berlusconi: entrambi per una mera questione anagrafica, si aggiunga che non ritengo serio che a guidare un partito politico ci possa essere una persona condannata in via definitiva; la credibilità dell’intero schieramento ne viene automaticamente compromessa. Queste due figure possono però giocare un ruolo fondamentale nel passaggio ad una “era moderna” dei moderati italiani. L’occasione delle prossime Europee, nella primavera 2014, è quella giusta per provarci.

Nuovo Ospedale a Pordenone

Il dibattito sul nuovo Ospedale di Pordenone vive questa sera una nuova tappa a Spilimbergo. Presso la sala del “Caseificio” il comitato a favore dell’Ospedale in Comina esporrà le ragioni per cui è preferibile la costruzione di una struttura completamente nuova anziché la ristrutturazione radicale del complesso di via Montereale.
E’ esperienza comune ormai che edificare dal nuovo sia più vantaggioso che risistemare l’esistente: quello che si viene a spendere di più viene ricompensato da risparmi successivi legati alla migliore efficienza energetica e dalla migliore fruibilità di spazi e strutture pensate ad hoc anziché costrette all’interno di vincoli precedenti.
Questa logica è alla base delle grandi distese di capannoni sfitti che si possono trovare in ogni parte della nostra Regione (la stessa Zona Industriale Nord ne è esempio lampante): le esigenze di layout e logistiche sono prioritarie, meglio partire da zero e ripensare tutto che “arrangiare” soluzioni meno efficaci ed efficienti.
Spesso questa logica porta ad abbandonare l’esistente, che però non è biodegradabile e resta ad occupare inutilmente spazio e terreno per sempre. Nel caso dell’Ospedale in Comina, invece, il comitato proponente ha in testa anche un’efficace riconversione della struttura esistente: questo permette di offrire un servizio aggiuntivo e di giustificare il mantenimento di un edificio in una zona centrale di Pordenone, che altrimenti potrebbe finire inutilizzato, abbandonato, trascurato.
Per approfondire il tema, quindi, appuntamento a stasera; le proposte del Comitato si trovano anche a questa pagina.

Cimpello-Gemona, il progetto stoppato da Serracchiani

Da una Rassegna stampa del 2009 tutti i numeri del progetto pubblico-privato presentato a suo tempo per la realizzazione della Cimpello-Gemona come autostrada a 2 corsie per senso di marcia.

Oggi il progetto è stato fermato dalla neo-eletta governatore Serracchiani, che non ritiene l’opera utile anche alla luce della difficile congiuntura economica.