Nuovo Ospedale Pordenone, soluzioni a confronto

Ospedale, Ciriani: tavolo di esperti per comparare soluzione Comina e via Montereale

Il presidente della Provincia di Pordenone: “Abbiamo constatato che la Serracchiani non ha nulla in mano per la ristrutturazione di via Montereale, né un progetto né uno straccio di piano finanziario”.

Il momento di cambiare

Il centrodestra deve rinascere e proporsi come forza di governo maggioritaria. Finora è riuscito – il PdL – a mantenere la promessa elettorale dell’abolizione dell’IMU (ma è da verificare se all’impegno politico seguiranno i fatti concreti) ma si tratta di una vittoria di Pirro. La copertura finanziaria, senza una manovra strutturale, risulta come sempre difficoltosa e va ad incidere su altri settori, ma finisce come sempre nelle nostre tasche: il nuovo aumento dell’IVA sarà inevitabile e capiterà proprio nel momento in cui la crisi nell’area Euro sembra chiudersi. Così, invece di agganciare la prima timida ripresa, daremo una nuova mazzata ai consumi, come già accaduto passando dal 20% al 21% (gettito IVA ridotto in termini assoluti: autogol!)
Tutti questi argomenti, la cui fondamentale importanza è evidente a chiunque, vengono invece in secondo piano per il ricatto politico giocato attorno alla figura di Silvio Berlusconi, che dovrebbe decadere da senatore in virtù della sua condanna definitiva. Muoia Sansone con tutti i Filistei! E intanto il rinnovamento del partito si rimanda ancora: quando mi sono avvicinato al PdL (fine 2011) era proprio perché sembrava che potesse iniziare a cambiare qualcosa; la farsa delle primarie e il tiramolla sulla candidatura di Berlusconi hanno confermato l’incapacità (ma forse è meglio dire la non volontà) della classe dirigente romana. Ci avviamo a chiudere il 2013 e la situazione è sempre la stessa, ma con ancora meno spiragli: quanto durerà ancora il regno di Berlusconi? Davvero non ci sono alternative credibili, tanto che si è fatto il nome di Marina Berlusconi come se fosse un partito feudale ereditario? Eppure questo governo e questa situazione, in cui non si può tornare a elezioni a breve (suicidio collettivo) e le cose da fare sono praticamente già definite dal fiscal compact e dalla necessità di restare in scia all’Europa, questa situazione sarebbe l’occasione ideale per fare un respiro profondo e riorganizzarsi seriamente, con un nuovo progetto politico moderno.
Il prossimo fine settimana (13-14-15 settembre) la Festa Nazionale di Scelta Civica potrebbe andare in questa direzione, tanto più che nei giorni scorsi lo stesso Mario Monti si è sbilanciato individuando nel centrodestra il proprio orizzonte naturale, un centrodestra in cui Scelta Civica si identificherebbe qualora la prospettiva fosse un movimento liberale moderno ed europeista, pienamente in linea con ciò che rappresenta il Partito Popolare Europeo.
A conclusione di questo pensiero, non voglio affermare che Monti sia il futuro del centrodestra italiano, così come non può esserlo Berlusconi: entrambi per una mera questione anagrafica, si aggiunga che non ritengo serio che a guidare un partito politico ci possa essere una persona condannata in via definitiva; la credibilità dell’intero schieramento ne viene automaticamente compromessa. Queste due figure possono però giocare un ruolo fondamentale nel passaggio ad una “era moderna” dei moderati italiani. L’occasione delle prossime Europee, nella primavera 2014, è quella giusta per provarci.

Nuovo Ospedale a Pordenone

Il dibattito sul nuovo Ospedale di Pordenone vive questa sera una nuova tappa a Spilimbergo. Presso la sala del “Caseificio” il comitato a favore dell’Ospedale in Comina esporrà le ragioni per cui è preferibile la costruzione di una struttura completamente nuova anziché la ristrutturazione radicale del complesso di via Montereale.
E’ esperienza comune ormai che edificare dal nuovo sia più vantaggioso che risistemare l’esistente: quello che si viene a spendere di più viene ricompensato da risparmi successivi legati alla migliore efficienza energetica e dalla migliore fruibilità di spazi e strutture pensate ad hoc anziché costrette all’interno di vincoli precedenti.
Questa logica è alla base delle grandi distese di capannoni sfitti che si possono trovare in ogni parte della nostra Regione (la stessa Zona Industriale Nord ne è esempio lampante): le esigenze di layout e logistiche sono prioritarie, meglio partire da zero e ripensare tutto che “arrangiare” soluzioni meno efficaci ed efficienti.
Spesso questa logica porta ad abbandonare l’esistente, che però non è biodegradabile e resta ad occupare inutilmente spazio e terreno per sempre. Nel caso dell’Ospedale in Comina, invece, il comitato proponente ha in testa anche un’efficace riconversione della struttura esistente: questo permette di offrire un servizio aggiuntivo e di giustificare il mantenimento di un edificio in una zona centrale di Pordenone, che altrimenti potrebbe finire inutilizzato, abbandonato, trascurato.
Per approfondire il tema, quindi, appuntamento a stasera; le proposte del Comitato si trovano anche a questa pagina.

Cimpello-Gemona, il progetto stoppato da Serracchiani

Da una Rassegna stampa del 2009 tutti i numeri del progetto pubblico-privato presentato a suo tempo per la realizzazione della Cimpello-Gemona come autostrada a 2 corsie per senso di marcia.

Oggi il progetto è stato fermato dalla neo-eletta governatore Serracchiani, che non ritiene l’opera utile anche alla luce della difficile congiuntura economica.

Rischio di alluvioni in Europa: le prospettive di lungo termine

Il recente “disastro” di via Marchian a Tauriano non può nemmeno essere paragonato ai veri disastri provocati dalle alluvioni in Europa Centrale. Riporto un interessante articolo dal sito dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, che ribadisce il pensiero di una maggiore prevenzione dal rischio idrogeologico basata sulla corretta pianificazione e gestione degli ambiti rurali e cittadini.

Le recenti alluvioni in Europa centrale hanno causato morti e diffusi danni alla proprietà in Repubblica Ceca, Germania e Austria. Tali eventi rischiano di aumentare in Europa per diversi motivi tra cui il cambiamento climatico, secondo recenti valutazioni dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA).

Immagine © Gillie

Inondazioni, tempeste e altri eventi idro-meteorologici causano circa i due terzi dei costi dei danni delle catastrofi naturali, e questi costi sono aumentati dal 1980, in base a una recente valutazione della AEA sugli impatti dei cambiamenti climatici in Europa.

L’aumento osservato nei costi dei danni da eventi meteorologici estremi è dovuto principalmente al cambiamento nell’utilizzo del suolo, all’aumento della popolazione, alla ricchezza economica e alle attività umane in aree soggette a pericolo e per una migliore resa produttiva. Per confermare il ruolo preciso svolto dai cambiamenti climatici nella tendenza alle inondazioni dei decenni passati, sarebbe necessario disporre di dati più affidabili da serie sul lungo periodo per fiumi con un regime di flusso naturale.

In ogni caso, è probabile che l’aumento delle temperature in Europa andrà a intensificare il ciclo idrologico, portando ad inondazioni più frequenti e intense in molte regioni. Anche se le proiezioni quantitative per la frequenza e l’intensità delle inondazioni sono incerti, il contributo dei cambiamenti climatici sui costi dei danni da calamità naturali è destinato ad aumentare in futuro a causa del previsto aumento d’intensità e frequenza di eventi meteorologici estremi in molte regioni.

Hans Bruyninckx, direttore esecutivo AEA, ha dichiarato: “Parlando del rischio di alluvioni in Europa, si può capire che il cambiamento climatico sarà un fattore sempre più importante. Ma in molti casi, il rischio alluvione è anche il risultato di dove, e come, abbiamo scelto di vivere – gli aumenti dei costi di inondazioni degli ultimi decenni può essere in parte attribuito al maggior numero di persone che vivono in aree a rischio di inondazione.”

Adattarsi ai rischi di inondazione

L’Europa ha bisogno di adattarsi al cambiamento climatico che sta accadendo ora, e anticipare i cambiamenti futuri, secondo una recente relazione dell’AEA sui cambiamenti climatici in Europa.

Questi adattamenti possono essere classificati come misure “grigie” quali progetti tecnologici e di ingegneria, approcci “verdi” basati sugli ecosistemi utilizzando la natura, e le cosiddette misure “soft” come le politiche per cambiare strategie di governance. I progetti di adattamento più efficaci spesso combinano due o più differenti approcci. Per concretizzare tutto ciò, la pianificazione territoriale e la fisica hanno un ruolo importante da svolgere. Possibili azioni per ridurre l’impatto delle alluvioni vegnono affrontate nella presente relazione e anche nella recente relazione dell’AEA sulle risorse idriche europee in contesti di vulnerabilità.

Per esempio, “Spazio per il Fiume” o concetti simili vengono applicati in vari Stati membri dell’UE. Ai fiumi viene concesso più spazio per tracimare in luoghi precisi. Questo “spazio” viene creato in vari modi, come ad esempio abbassando pianure alluvionali, con opere di derivazione, o permettendo che terreni bonificati possano venire nuovamente sommersi. Oltre alla sicurezza, la zona del fiume può quindi essere resa più resistente, sano e attraente, offrendo più spazio per la natura e la ricreazione.

Le città stanno lavorando anche su azioni volte a ridurre la propria vulnerabilità alle inondazioni. Secondo un rapporto della AEA sull’adattamento urbano ai cambiamenti climatici, circa un quinto delle città europee con più di 100.000 abitanti è molto vulnerabile alle inondazioni. Superfici impermeabili (‘impermeabilizzazione del suolo’) possono impedire lo scolo dell’acqua, con conseguente aumento del rischio di inondazioni, secondo questa mappa interattiva pubblicata dalla AEA quest’anno. Il rapporto fornisce vari esempi di città che hanno strategie di adattamento o hanno intrapreso azioni di adattamento.

L’Unione europea sta affrontando il rischio di inondazione attraverso la Direttiva Alluvioni. I Paesi sono tenuti a redigere mappe del rischio di alluvioni entro il 2013 e a stabilire piani di gestione del rischio di alluvione incentrata sulla prevenzione, protezione e preparazione per il 2015.

In aprile 2013 la Commissione europea ha emesso una Comunicazione sulla “Strategia dell’UE in materia di adattamento al cambiamento climatico“, che mira a contribuire ad un’Europa più resistente al clima. La strategia mira a migliorare il livello di preparazione e la capacità di rispondere agli impatti dei cambiamenti climatici a livello locale, regionale, nazionale e comunitario.

Anche le infrastrutture verdi possono ridurre il rischio di alluvioni. L’infrastruttura verde è una rete di aree naturali e semi-naturali studiate in modo da fornire una gamma di servizi ecosistemici, come ad esempio le zone umide in grado di assorbire l’acqua piovana in eccesso. Nel maggio 2013 la Commissione ha emesso anche una Comunicazione sulle infrastrutture verdi.

Copernico aiuta la risposta alle alluvioni

In risposta alle inondazioni, le autorità tedesche hanno chiesto che Copernico, il programma di osservazione della Terra dell’UE, aiuti a fornire le mappe delle zone colpite. Le mappe, che stanno aiutando i servizi di emergenza nazionali a pianificare la propria risposta, si basano su dati satellitari forniti attraverso l’Agenzia Spaziale Europea e dati di riferimento spaziali dettagliati di proprietà delle autorità tedesche di mappatura regionale.

Assieme all’Emergency Management Service di Copernico, i dati di riferimento nazionali per l’utilizzo durante le crisi sono messi a disposizione attraverso il progetto GISC dell’AEA e grazie ad un accordo firmato con Eurogeographics. Casualmente, le modalità di accesso ai dati, che rendono i dati tedeschi disponibili gratuitamente, sono state messe in atto solo la settimana scorsa.