http://www.presidente.regione.fvg.it/redazione/Reposit/Comunicati/Immagini/23556_4tondo27set11.jpgOggi pomeriggio alle 14.30 inizia l’iter in Consiglio Regionale per la revisione delle province del Friuli Venezia Giulia. In questo articolo tratto da “Il Friuli” la composizione della Commissione speciale e alcune notizie in più.

Sarà interessante capire quale orientamento prenderà la discussione: le prime ipotesi semplicistiche, con Pordenone e Gorizia inglobate altrove, oppure il “Grande Friuli” con Trieste città metropolitana, onestamente le trovo un po’ campate in aria.

Questa è l’occasione per guardare avanti, anche grazie alla specialità della Regione (prima che ci tolgano anche quella), verso un nuovo ordinamento di enti locali che coinvolga non solo il livello intermedio ma anche i comuni e la regione stessa. Non facciamo quindi una riforma al volo, ma prendiamoci il tempo necessario a ripensare intelligentemente le competenze e le geografie degli enti locali.

Credo che servano orientamenti precisi, prima che paletti su questa o quella realtà geografica da salvaguardare. I servizi essenziali siano il più possibile vicini alle persone, mantenendo quindi sportelli decentrati soprattutto nelle realtà a minore densità abitativa: i paesi di montagna spesso sono abitati da persone anziane con limitate possibilità di spostamento. Questa capillarità è l’eredità migliore dei Comuni.

Accentrare invece le funzioni di pianificazione, organizzazione e gestione del territorio: gestione dei rifiuti, del ciclo integrato dell’acqua, delle reti di servizi, delle opere pubbliche, della sanità. Non ha senso affidare tali competenze ai Comuni, che poi non riescono ad avere massa critica e capacità gestionale nemmeno con le Ato o altre consociazioni. In Friuli è sicuramente sufficiente un coordinamento regionale per tutti questi settori.

A livello intermedio, infine, ottimizzare i servizi tecnici e manutentivi per aree omogenee, servizi sociale e culturali.

Queste rapide riflessioni, certamente limitate e perfettibili, per capire che l’occasione che si presenta è unica; non accettare i tagli ma rilanciare un’architettura istituzionale completamente nuova, e ancora più efficiente.

In questa Regione speciale… in tutti i sensi, si può e si deve.

Province addio in FVG?

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