Fossi e scoline… in via di estinzione

C’è una specie naturale che rischia fortemente l’estinzione sul nostro territorio: la scolina. La sua sopravvivenza è seriamente minacciata da certi mezzi meccanici che, probabilmente all’insaputa dei ligi conduttori, ogni anno spingono i limiti dei campi coltivati un metro più in là… finché un metro dopo l’altro l’ultimo giro dell’aratro lambisce la strada bianca (quando non inghiotte anche quella…)

Prendo spunto da un recente articolo del Messaggero Veneto a firma di Guglielmo Zisa, che racconta degli ultimi allagamenti delle borgate a sud di Spilimbergo, ricollegandoli giustamente alla situazione precaria dei canali di scolo e della rete idrica minore. La situazione viene ben descritta, quindi mi concentro sul commento: da almeno dieci anni so che esiste questo problema (verosimilmente è ben più antico) e con soddisfazione ho accolto lo scorso anno il nuovo regolamento comunale di pulizia rurale, pensando che fosse la volta buona per risolvere i problemi.

Prevede multe da 50€ a 500€ e la sanzione accessoria di ripristino dello stato originale del territorio; vero che la situazione è talmente degenerata che ci vorrebbero anni per risistemare tutto, ma prima di richiedere l’intervento della Protezione Civile regionale per risolvere quella che ormai è un’emergenza (e risolverla con i soldi di tutti) sarebbe giusto e sacrosanto che sia chi ha commesso l’infrazione – chiamiamolo pure abuso – a rimettere le cose a posto! Tutt’al più il Comune esegue i lavori e gira tutti i costi ai rei.

Un’azione efficace vedrebbe coinvolto sinergicamente anche il Consorzio di Bonifica, che ha autorità sulla rete idrica principale e che dovrebbe avere il pieno interesse a che questa non sia resa meno efficiente e funzionale per la cattiva manutenzione del reticolo minore.

Quando si parla di dissesto idrogeologico, non pensiamo solo alla grandi frane in montagna, alle disastrose alluvioni in città ultra-antropizzate o agli eventi eccezionali: una zona rurale senza le dovute opere di adduzione e scolo delle acque meteoriche è da considerarsi a pieno titolo area antropizzata. Diventa quasi ridicolo – se non fosse irritantemente tragico – che alla prima pioggia troppo forte si debba avere la cantina allagata come a Genova dopo la tempesta del secolo!

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