Le mie dimissioni dall’ASP

Martedì 24 settembre, di prima mattina, ho presentato le mie dimissioni irrevocabili e con effetto immediato dal ruolo di Presidente e Consigliere dell’Azienda di Servizi alla Persona di Spilimbergo. Una decisione dolorosa ma necessaria, soprattutto una decisione presa in maniera autonoma e non su richiesta di alcuno. Alla base di questa scelta, la presa di coscienza di non poter rappresentare la linea politica del C.d.A. così come si stava delineando nell’ultimo periodo.

Continue reading

Rifiuti, si può fare di più

Spilimbergo invasa dai rifiuti? No, ma i numeri della raccolta 2018 confermano un trend sempre meno virtuoso. La produzione in valore assoluto di rifiuti urbani è in aumento, ma colpisce soprattutto il +5% della frazione indifferenziata, che significa che produciamo più “scovazze” e le differenziamo meno di prima.

Del fenomeno dell’abbandono, vergognosa piaga delle nostre strade meno battute, non ne parliamo qui; non perché non meriti attenzione, ma non sposta le cifre dei rifiuti regolarmente raccolti. Tra l’altro, resta un fenomeno difficile da spiegare razionalmente visto che l’attuale servizio è sicuramente ben articolato per accogliere tutte le necessità di cittadini.

Il trend sopra descritto comporta un maggiore onere per il cittadino, in quanto il secco residuo è il rifiuto con il maggiore impatto ambientale (inceneritori, discariche) e con il costo di smaltimento più elevato. Inoltre, dal 2011 è obbligatorio coprire al 100% il costo del servizio con la tariffa rifiuti; anche volendo, il Comune non può calmierare la TARI a fronte di un aumento del costo di raccolta.

Si differenzia meno, parte del verde potrebbe essere finita nell’organico, si intuisce una minore attenzione nel dividere i rifiuti. In Consiglio Comunale si è parlato dell’argomento (al proposito l’assessore Zavagno ha confermato che Ambiente Servizi proporrà una nuova campagna di sensibilizzazione) senza scendere in analisi puntuali. Ma per ottenere un effetto più significativo sarebbe importante responsabilizzare il cittadino attraverso un sistema che premi i comportamenti virtuosi: “più butti, più paghi” è il meccanismo alla base della tariffazione puntuale, sistema spinto recentemente introdotto da alcuni Comuni friulani e dal 2019 adottato anche a Gemona.

In queste zone, i primi risultati nel 2018 parlano di una riduzione di 20kg/ab/anno nella produzione di secco residuo (partendo da un valore medio di circa 85kg/ab/anno); per Spilimbergo, potrebbe significare circa 240 tonnellate in meno, molto vicino al valore di quel +5% citato in apertura. Certamente, intraprendere un percorso di tariffazione puntuale diventa sfidante per chi lo deve organizzare, e soprattutto per il cittadino che deve sposare la nuova filosofia. Vista la novità del percorso – al momento nel Pordenonese non è ancora stato adottato un sistema simile – sarebbe opportuno intraprenderlo in compagnia di altri Comuni, condividendo quindi i costi di studio e messa in servizio; in secondo luogo, ma non meno importante, ritagliare le modalità del servizio sulle realtà potenzialmente critiche. Penso al centro storico, e in generale a tutte le situazioni con spazi limitati. Contesti da studiare, ma non impossibili, magari ispirandosi ad alcune soluzioni trovate a Gemona, dove non mancano spazi ristretti e situazioni logisticamente complicate.

Tra gli allegati propongo la presentazione del nuovo sistema a tariffazione puntuale di Gemona

A&T 2000: 8 comuni si alleano per semplificare e uniformare la tariffa rifiuti (UdineToday, 19.02.18)

Alcune buone pratiche e spunti dal sito dell’associazione Comuni Virtuosi

Il sistema di raccolta differenziata a Spilimbergo (sito del Comune)

Due Comuni per due Valli

Si è trovato l’accordo per consentire il terzo mandato nei Comuni con popolazione inferiore ai 2000 abitanti. Uno dei motivi principali è la difficoltà a trovare amministratori pubblici in realtà piccole: pensiamo che di 50 Comuni pordenonesi, sette (Andreis, Barcis, Cimolais, Clauzetto, Erto e Casso, i due Tramonti) non superano i 500, altri quattro (Castelnovo, Claut, Frisanco e Vito d’Asio) sono sotto i 1000 abitanti.

Il problema numerico non si ferma però agli amministratori. Gli stessi uffici comunali sono ormai in sofferenza cronica e solo una fitta rete di collaborazioni sta evitando il peggio, rendendo così ancora più oneroso l’incarico del Sindaco, che paradossalmente meriterebbe un’indennità inversamente proporzionale ai residenti in considerazione delle responsabilità che si assume. Di fronte alla legge, gli obblighi ad esempio di Pietro Gerometta (Sindaco di Vito) sono analoghi a quelli della capitolina Virginia Raggi, con un evidente divario di mezzi a disposizione per il loro adempimento.

Una coraggiosa e razionale riflessione si impone, prima di dover tamponare situazioni più gravi; la presenza dell’istituzione pubblica va salvaguardata e mantenuta capillare anche nelle zone meno popolate, ma per quei servizi essenziali (anagrafe, sociale) più vicini alla sfera individuale. Competenze di carattere strategico (lavori, ambiente, reti) possono essere gestiti a livelli più macro, anche provinciale.

Organizzato in questo modo, può vedere la luce un modello di Comune più esteso, focalizzato sul proprio territorio, la cui rappresentanza viene garantita da un’adeguata gestione di deleghe nei consigli comunali. Un’ipotesi esemplificativa sui territori più vicini: il “Comune della Val Cosa”, con una popolazione di 3034 abitanti, manterebbe delle sedi operative ridotte per l’anagrafe e i servizi sociali a Travesio e Clauzetto, con il municipio a Paludea (baricentrico) a ospitare area tecnica e finanziaria, sebbene le stesse potrebbero essere ulteriormente razionalizzate con il “Comune della Val d’Arzino” da organizzarsi per analogia.

Osando (?) ancora, il “Comune delle Due Valli” raggiungerebbe 5282 abitanti e sarebbe amministrato da un consiglio comunale di 16 persone e una Giunta con 4 assessori più il Sindaco. Con gli opportuni equilibri, ciascuna delle realtà preesistenti avrebbe degna rappresentanza, magari istituendo deleghe territoriali anzichè di competenza; o con opportuna revisione della legge elettorale.

Pieve di San Martino d’Asio

Controriforma UTI, Spilimbergo ritorni “a casa”

Come promesso in campagna elettorale, pronti via e la nuova Giunta regionale tira il freno di emergenza sul treno in corsa delle UTI: il trasferimento delle funzioni dai Comuni, obbligatorio dal prossimo 1° luglio, è stato congelato, così come viene cancellato l’obbligo di adesione e le penalizzazioni ai “ribelli”. Se questo primo passo era praticamente scontato, meno lo era il successivo: la base per la “controriforma” sarà la precedente suddivisione in Ambiti e l’allineamento con la riforma della Sanità.

Continue reading

Come la Casa di Riposo abbatterà consumi ed emissioni

L’ASP Spilimbergo ha ottenuto a dicembre 2017 un contributo di 1.498.000€ per il progetto di efficientamento energetico della Casa di Riposo. Si tratta di fondi comunitari del POR-FESR 2014-2020 per la “riduzione di consumi di energia primaria nelle strutture residenziali per anziani non autosufficienti”; il progetto presentato dall’ASP ha ottenuto un’ottima valutazione Continue reading