Laboratorio Tagliamento

Le casse di espansione sul Tagliamento, dopo aver percorso un lungo iter e giustamente scandalizzato una grossissima parte dell’opinione pubblica locale, paiono destinate al definitivo tramonto. La Regione ha infatti convocato nel corso del 2011 il “Laboratorio Tagliamento”, commissione di tecnici locali e rappresentanti dei soggetti interessati che ha avuto il compito di analizzare le quattordici proposte alternative e definirne una scala di bontà che tenga conto dei molteplici aspetti coinvolti. Ho voluto dedicare una pagina di approfondimento, pur parziale; le informazioni più dettagliate si trovano sul sito della Regione.

Credo sia importante, infatti, addentrarsi almeno un po’ nel tecnico per evitare conclusioni affrettate. Questo perché, nella lista di priorità tra le varie alternative prese in esame, al primo posto si colloca la realizzazione di uno sbarramento presso la stretta di Pinzano, opera già ventilata negli anni Settanta e cassata a furor di popolo: avrebbe previsto di fatto l’inondazione di tutta la vallata fino a Casiacco, incluse le zone artigianali (principale motore dell’economia locale).

Il progetto attuale, però, non si può dire nemmeno parente di questo: si parla di un ponte-traversa decisamente più piccolo della diga del vecchio progetto. Entrerebbe in funzione solo in caso di piene eccezionali, mentre in condizioni normali il fiume scorrerebbe regolarmente nel suo letto. Anche in caso di attivazione, l’invaso non passerebbe mai oltre la ferrovia, e alcune minori opere arginali terrebbero all’asciutto i pochi insediamenti di Pontaiba. Le zone artigianali di Flagogna e Casiacco, la borgata di Colle sono sicuramente al riparo.

Aggiungiamo che il nuovo ponte sul Tagliamento tra Spilimbergo e Dignano verrà comunque realizzato, a completamento della viabilità che prevede la bretella di Barbeano e quindi il collegamento tra la Cimpello-Sequals e la statale per Udine; ritengo quindi che verrà ragionevolmente presa in considerazione l’idea di combinare l’opera stradale con la traversa laminante a luci fisse, abbinamento che porterebbe vantaggio economico e minore impatto ambientale (un ponte c’è già, uno nuovo non deturpa un ambiente già intaccato).

In conclusione, di fronte alla necessità improrogabile di intervenire sulla laminazione delle piene centenarie nel basso corso del Tagliamento, la combinazione di due interventi nel medio corso con impatti tutto sommato accettabili rispetto alla devastazione di mezzo alveo come previsto dal progetto delle tre casse di espansione ritendo sia una soluzione da considerare e da confermare prima di nuovi ripensamenti, o peggio di nuove piene.

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