L’isola pedonale affonda il commercio?

Negli ultimi giorni dalle pagine dei quotidiani locali abbiamo assistito ad un rapido scambio tra i commercianti del centro storico e il Sindaco. I primi lamentano una crisi economica aggravata dalla chiusura al traffico delle vie del centro e dall’eccessiva presenza di parcheggi a pagamento nelle vicinanze, suggerendo di riaprire al transito e al parcheggio piazza Garibaldi. Il primo cittadino dimostra attenzione alla problematica e disponibilità al dialogo, ma chiude nettamente sull’ipotesi di rivedere l’area pedonale.Curiosamente, entrambe le parti sostengono che molte città stanno orientandosi come la propria opinione… ma queste isole pedonali stanno davvero sparendo o conquistando consensi?

Banalmente, non esiste una risposta univoca; ogni luogo ha le sue peculiarità e quindi può trarre o meno vantaggio dalla pedonalizzazione del centro e dalla liberalizzazione dei parcheggi. A Gradisca d’Isonzo, anche a causa di un’infinita serie di lavori in corso, il centro sta perdendo molte delle attività commerciali; viceversa a Bologna il neo-sindaco ha puntato forte sulla “grande pedonalizzazione” del centro.

A Spilimbergo, per essere precisi, l’isola pedonale è limitata al tratto di corso Roma compreso tra il Pilacorte e Li Volsi; il resto del corso e delle vie laterali è definito “zona a traffico limitato” accessibile alle biciclette, per carico/scarico e mezzi di emergenza. L’originale pavimentazione è stata ripensata per una migliore fruibilità a ciclisti e pedoni, ma come sottolinea Francesconi non è adatta a sostenere un traffico come quello prevedibile in piazza Garibaldi. A livello estetico il centro ne risulta ben riqualificato, anche grazie alla collaborazione dei commercianti, incentivati a investire nell’arredo urbano. Si è così creata un’area di gradevole impatto, in cui Comune e associazioni varie si sforzano di portare più iniziative possibili, e con esse più gente.

L’assetto urbanistico della città non concede molto spazio; sottrarvi la piazza Garibaldi mortificherebbe ulteriormente questo spazio. Anche se poi venisse chiusa solo in occasione degli eventi in programma, tra i mercati del sabato e la varie manifestazioni sportive o gastronomiche (pensiamo al maggio del Giro, o all’avvento, all’attuale Folkest, alle iniziative della Pro Spilimbergo…) cosa cambierebbe rispetto ad ora? Il giro d’affari dei commercianti durante la settimana potrebbe davvero aumentare in maniera sensibile?

I punti su cui lavorare sono due: il primo riguarda i parcheggi, che in centro devono servire sia i residenti (per quanto sembrino in calo), sia i negozianti, sia ovviamente i potenziali clienti. Per i primi due servono sempre, ai terzi basterebbe il disco orario. Ma ce ne sono abbastanza? E dove cercarne di nuovi? Nel futuro non immediato si potrà pensare a sfruttare l’area del Mosaico e ottimizzare la zona della ferrovia (ma sarà difficile ottenere più di quanto già disponibile)

Il secondo punto è di natura economica: la crisi non sembra allontanarsi rapidamente e quindi non ci sono grandi disponibilità per gli acquisti al dettaglio. Per “fare la spesa” in corso esiste solo un supermercato – oltre a 2 macellerie e 2 panifici – nemmeno tra i più economici dei dintorni; un motivo in meno per venire in centro, meglio piuttosto andare in periferia o nei grandi centri commerciali… dove per inteso gli affari non vanno molto meglio: chiunque di noi ha esperienza di tanta gente al pascolo tra i vari negozi ma con poche borse piene.

Su questi punti l’Amministrazione può intervenire, eventualmente di concerto con l’Ascom, ma comunque ogni intervento non può avere la pretesa di essere risolutivo di una situazione complessa. In questa pagina un approfondimento con alcuni numeri per capire meglio il problema e ragionare insieme sulle possibili soluzioni.

1 thought on L’isola pedonale affonda il commercio?

  1. Pur senza dati, mi permetto dubitare che riaprire piazza Garibaldi al traffico possa giovare agli affari come legittimamente vorrebbero i negozianti di Corso Roma e limitrofi. Slono davvero a due passi parcheggi fruibili. A meno che dati e numeri non mi smentiscano. Penso che Spilimbergo potrebbe e dovrebbe migliorare le suscettività turistiche di cui dispone ampiamente. Il turismo culturale a cui varrebbe la pena puntare è tra l’altro statisticamente caratterizzato dalla più elevata spesa pro-capite. Ci sarebbe da lavorarci seriamente.

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