Oltre il Terminal 2

La nuova autostazione di Spilimbergo ha ormai preso forma: dietro le reti di cantiere i passanti possono apprezzare le corsie dedicate al futuro passaggio dei mezzi pubblici e le pensiline leggere per gli utenti, destinate a essere agilmente rimosse non appenasarà pronto il “Terminal 1”, cioè l’attuale autostazione dopo l’acquisizione dei terreni di pertinenza ferroviaria e il completo restyling della zona. Una prospettiva di medio termine, ma non meglio determinata, in balia delle lungaggini burocratiche legate all’utilizzo del sedime della vecchia ferrovia, del quale ancora non si hanno date certe.

Attorno a questo concetto di provvisorietà – il Terminal 2 si chiama così proprio per evidenziare il suo carattere di alternativa subalterna al progetto principale – si è scatenata a Spilimbergo una feroce polemica, legittimata dalla vicinanza dell’autostazione con il plesso scolastico dell’Istituto Comprensivo. Anche per questo, all’interno dei lavori di ristrutturazione delle Scuole Medie, sono stati previsti alcuni adeguamenti legati, per esempio, all’incremento del livello di inquinamento acustico.

Ma cosa succederà quando il Terminal 1 sarà finalmente realtà? Che cosa ne sarà dell’area attualmente cantierata, parzialmente destinata a verde e per il resto asfaltata? In attesa di proposte ufficiali, mi permetto di avanzare la mia idea.

Cosa NON deve diventare: un parcheggio! Sebbene i posti auto non bastino mai, credo che l’area possa avere destinazioni più meritorie. Al massimo siano destinati alla sosta i primi metri lungo via Udine.

La zona a verde deve restare tale e aperta al pubblico, ovviamente curando l’arredo e la pulizia, con un’illuminazione adeguata a evitarle il “contagio” di tristezza dalla zona dell’attuale autostazione. Si prenderà a modello per quest’area non il parco di villa Businello quanto piuttosto quello “ai Lecci” in via Corridoni.

La zona asfaltata sia “restituita” alle scuole e al Progetto Giovani con la creazione di un campetto da pallacanestro e uno da calcetto, con la possibilità di utilizzarli anche per tennis o pallavolo. Il fondo in cemento sarebbe la soluzione più sbrigativa, ma con un minimo investimento si potrebbe pensare a un fondo sintetico ad hoc per migliorare la “giocabilità” del campetto. Qualche soldo in più potrebbe portare a realizzare un minimo di copertura, almeno a bordo campo, e l’introduzione di qualche piccola comodità (alcune panchine, una fontanella, alcuni attacchi per la corrente elettrica, …).
Il tutto andrebbe opportunamente recintato e usufruito in via prioritaria dalle scuole, durante la mattina; al pomeriggio la priorità di utilizzo passerebbe al Progetto Giovani, cui andrebbe la gestione dell’area (eventualmente a pagamento, ma meglio gratis) e il controllo e monitoraggio delle utenze.

Si tratta chiaramente di un progetto abbastanza semplice ma non di meno rilevante, con obiettivi importanti:

  • riqualificare l’area, finora lasciata al degrado; pensando poi com’è l’attuale autostazione e com’era la precedente, collocata proprio nell’attuale Terminal 2, c’è da aspettarsi il peggio;
  • creare spazi verdi in centro per tutti i cittadini e in particolare per le famiglie;
  • creare strutture di qualità e di facile accesso per favorire l’aggregazione giovanile spontanea e la cultura dello sport;
  • fornire uno strumento in più al Progetto Giovani per monitorare e farsi “punto di passaggio” della realtà giovanile a Spilimbergo.
Mi piacerebbe mettermi a fare due conti economici per questo progetto, ma non ne ho gli strumenti e comunque rischierei di dire numeri a caso; la sensazione è però che l’investimento possa essere contenuto anche nell’eventualità di un intervento “di qualità” legato soprattutto all’attrezzaggio dei campetti. A fronte poi della benefica ricaduta sulla città, ritengo possa portare risultati proporzionalmente ben superiori a un “semplice” restyling di marciapiedi e asfaltatura.
Chissà che…

4 thoughts on Oltre il Terminal 2

  1. Carissimo Giulio, io non sono certo una di quelle “passanti” e tu lo sai, che può apprezzare le corsie dedicate al futuro passaggio dei mezzi pubblici “sotto le finestre” delle scuole medie di via Udine.
    Io, per il rispetto che porto alla mia città, continuo a sostenere assieme a molte altre persone e con orgoglio quella “feroce polemica” contro questo intervento perchè considero la scuola e i servizi dedicati alla formazione dei giovani inderogabili e prioritari a qualsiasi altra necessità burocratica o di ordine elettoralistico come è successo a Spilimbergo. Un sindaco che ama la propria città mai avrebbe dovuto accettare di sacrificare la scuola. Se mai si sarebbe dato da fare per lavorare con altri rappresentanti politici a livello regionale e nazionale per far rispettare lo Statuto speciale della nostra Regione attraverso gli organi competenti (vedi Comitato paritetico Stato Regione). L’ex ferrovia Casarsa-Pinzano è stata
    dismessa dallo Stato nel gennaio 2005 e da quel tempo nessuno ha lavorato seriamente per l’assegnazione del bene alle varie comunità interessate. Così lo Stato se l’è impropriamente trattenuto per far cassa in attesa che qualche amministrazione presenti dei seri progetti per la Comunità e lo richieda con motivazioni ed impegni validi come d’altra parte prevede anche la recente legge sul federalismo demaniale.
    Caro Giulio, se il metodo di lavoro di questa amministrazione continua così, non cambia e non si svecchia, non diventa concreto, sta pur certo che il TERMINAL 2 avrà vita lunga.
    Questa del TERMINAL 2 è una bruttissima storia per la nostra città: una storia di cui vergognarsi e un danno non indifferente civile, morale ed economico.
    Luciana

  2. Mi associo a quanto scritto dalla signora Concina.
    Paola Guzzoni

  3. Non sono molto informato sulle vicende passate. Ma la scelta attuale ,che non mi pare certo felice, è esatto o no che è stata compiuta per l’incombere della data nella quale alcuni finanziamenti sarebbero andati persi? In effetti la zona più adatta sarebbe stata quella della stazione.

    • Sì, la scelta del Terminal 2 è figlia di situazioni precedenti, incancrenitesi dall’epoca del primo finanziamento concesso dalla Regione (1992!) e – da quanto emerso nei più recenti dibattiti – non più rimediabili dalla nuova Amministrazione. Di seguito alcuni contributi:
      Nota del sindaco Francesconi sull’intera vicenda.
      Delibera di Giunta in merito.
      Interpellanza del consigliere regionale Paolo Pupulin
      Interpellanza del consigliere provinciale Giorgio Zanin

Commenta: