Fà e disfà al è dut un lavorà

Riemergo dal lungo torpore (difficile trovare tempo, e una connessione, durante il trasloco) per una breve “perla” che mi ispira ormai da diversi giorni.

A far traboccare il vaso è stato senza dubbio l’articolo di pochi giorni fa apparso sul Messaggero Veneto, in cui venivano illustrati tutti i cantieri in programma nel 2010: un totale di oltre 10 milioni di euro per mettere mano ascuole, strade e altri beni pubblici.

Da sempre le opere pubbliche sono uno dei segni più tangibili ed evidenti di un amministrazione, e quindi anche materia di grandi discussioni in ogni periodo. D’altronde, spunti per intervenire ce n’è sempre, e in fin dei conti non è nemmeno troppo difficile realizzarle; altre imprese (i servizi in generale) richiedono solitamente molto più impegno e non restituiscono risultati certi.

In questo panorama, chi gode sono le imprese edili che prendono gli appalti: uno degli esempi più lampanti è il cantiere iniziato in via Milaredo a metà dicembre. Obiettivo sacrosanto: ridare alla strada un manto decente e una percorribilità degna del flusso di automobili che solitamente passano di lì. I lavori prevedono la fresatura dell’asfalto esistente, il sollevamento di tombini e pozzetti e la stesura di un nuovo strato di bitume. Lavoro di alcuni giorni.
Chi è passato di lì sa bene come stiano le cose: il primo giorno sono arrivate le macchine, il secondo hanno fresato una striscia di un metro, il terzo un’altra striscia… sembra comico, ma è così! Poi è arrivato il gelo, e la neve… il 20 dicembre la via sembrava una pista da sci in piano, costellata di cartelli sui tombini e innevata. Altro che Crazy Cup!
Dopo la neve, ecco la pioggia, e le prime crepe nell’asfalto fresato sono rapidamente degenerate in buche, rimaneggiate da un operaio solo domenica 27 dicembre… Finalmente il tempo concede clemenza: ripartiranno i lavori? Certo… oggi, 30 dicembre, è finalmente stesa una striscia di asfalto nuova… ma solo nella prima metà della via.

Vergognoso. Un lavoro tutto sommato semplice, si trascina ormai quasi da un mese, con notevoli disagi a chi circola per la via, e l’impressione che se ne ricava è che si dovesse aprire il cantiere assolutamente entro la fine dell’anno, senza curarsi di riuscire a chiuderlo con altrettanta prontezza. Mi secca pensar male, ma sono convinto che anche l’asfalto nuovo non durerà a lungo… garantendo quindi un nuovo intervento di manutenzione, ovviamente a spese nostre!

Via Milaredo è solo un esempio, dopo lo svincolo tra via Barbeano e via Mazzini (aperto e chiuso due volte nel giro di una settimana!), per non parlare delle orrende asfaltature della statale tra Spilimbergo e Dignano… e chissà quanti altri che ognuno di noi potrebbe annoverare. Alla luce quindi degli oltre 10 milioni di euro che abbiamo già pagato noi cittadini per le opere pubbliche a Spilimbergo nel 2010, l’augurio e la speranza è che siano – almeno quelli – spesi bene: chi ci rappresenta saprà garantircelo?

2 thoughts on Fà e disfà al è dut un lavorà

  1. si vedano approposito le vicende degli intonaci di caserma Bevilacqua, del tetto del municipio rifatto a spese nostre (finora) e altri lavori come il rifacimento di corso Roma che è stato definito dal Sindaco in consiglio comunale come un non errore il come era stato fatto prima.
    se avessimo le deliberazioni di consiglio online in pdf sarebbe facile andare a leggere le risposte e parlare per dati e non per ricordi.
    MA… una nota di speranza: da pochi giorni le deliberazioni di giunta e consiglio sono visibili online sul sito del comune.
    ci è voluto un anno dalla interpellanza del sottoscritto che richiedeva questo passo in avanti nella gestione della cosa pubblica ma ci siamo riusciti 🙂
    diciamo che il download di un encoder da doc a pdf è stato lento ma ce l’abbiamo fatta…

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