Investimenti per lo sviluppo industriale a Spilimbergo

La disastrata strada della Zona Industriale del Cosa è finalmente in corso di sistemazione; il mese di settembre dovrebbe già dare alla luce la rotonda su via Cavalleggeri di Saluzzo (a nord della Z.I.) per poi proseguire nelle opere che dovranno dare finalmente una spina dorsale adeguata a sostenere le attività produttive locali.

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Da UTI a Comunità: un passo avanti o indietro?

Da Comunità di montagna a Comunità Montana la distanza verbale è davvero minima; alcuni critici o detrattori dell’ultima riforma degli Enti Locali (LR 21/2019) trovano qui gioco facile per lamentare il ritorno al passato. Anni fa le Comunità Montane vennero additate come un inutile carrozzone, e come tali prima abolite, poi ripristinate, infine definitivamente tramontate nel 2016.

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Comunità di Montagna, perché due è meglio

Entro il 15 settembre i 27 Comuni inseriti nella Comunità di montagna “Destra Tagliamento e Dolomiti Friulane” dovranno decidere se creare due Comunità distinte anziché restare uniti. La maggioranza assoluta dei Consigli Comunali dovrà esprimersi in tal senso, secondo il più recente emendamento alla Legge 21/2019 voluta dall’assessore Roberti. Perché è opportuno cogliere l’opportunità e sdoppiare i nuovi Enti?

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L’assistenza agli anziani nel post-Covid

Quando ormai il peggio sembra passato nella nostra Regione, il vicepresidente Riccardi, con delega alla Sanità, traccia un bilancio positivo della gestione dell’emergenza nelle case di riposo. Sebbene il tributo in vite umane sia stato importante, con focolai particolarmente intensi, le strutture hanno retto il colpo.

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Due Comuni per due Valli

Si è trovato l’accordo per consentire il terzo mandato nei Comuni con popolazione inferiore ai 2000 abitanti. Uno dei motivi principali è la difficoltà a trovare amministratori pubblici in realtà piccole: pensiamo che di 50 Comuni pordenonesi, sette (Andreis, Barcis, Cimolais, Clauzetto, Erto e Casso, i due Tramonti) non superano i 500, altri quattro (Castelnovo, Claut, Frisanco e Vito d’Asio) sono sotto i 1000 abitanti.

Il problema numerico non si ferma però agli amministratori. Gli stessi uffici comunali sono ormai in sofferenza cronica e solo una fitta rete di collaborazioni sta evitando il peggio, rendendo così ancora più oneroso l’incarico del Sindaco, che paradossalmente meriterebbe un’indennità inversamente proporzionale ai residenti in considerazione delle responsabilità che si assume. Di fronte alla legge, gli obblighi ad esempio di Pietro Gerometta (Sindaco di Vito) sono analoghi a quelli della capitolina Virginia Raggi, con un evidente divario di mezzi a disposizione per il loro adempimento.

Una coraggiosa e razionale riflessione si impone, prima di dover tamponare situazioni più gravi; la presenza dell’istituzione pubblica va salvaguardata e mantenuta capillare anche nelle zone meno popolate, ma per quei servizi essenziali (anagrafe, sociale) più vicini alla sfera individuale. Competenze di carattere strategico (lavori, ambiente, reti) possono essere gestiti a livelli più macro, anche provinciale.

Organizzato in questo modo, può vedere la luce un modello di Comune più esteso, focalizzato sul proprio territorio, la cui rappresentanza viene garantita da un’adeguata gestione di deleghe nei consigli comunali. Un’ipotesi esemplificativa sui territori più vicini: il “Comune della Val Cosa”, con una popolazione di 3034 abitanti, manterebbe delle sedi operative ridotte per l’anagrafe e i servizi sociali a Travesio e Clauzetto, con il municipio a Paludea (baricentrico) a ospitare area tecnica e finanziaria, sebbene le stesse potrebbero essere ulteriormente razionalizzate con il “Comune della Val d’Arzino” da organizzarsi per analogia.

Osando (?) ancora, il “Comune delle Due Valli” raggiungerebbe 5282 abitanti e sarebbe amministrato da un consiglio comunale di 16 persone e una Giunta con 4 assessori più il Sindaco. Con gli opportuni equilibri, ciascuna delle realtà preesistenti avrebbe degna rappresentanza, magari istituendo deleghe territoriali anzichè di competenza; o con opportuna revisione della legge elettorale.

Pieve di San Martino d’Asio